Il futuro della Cooperazione Decentrata nei territori palestinesi

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Il futuro della Cooperazione Decentrata nei territori palestinesi

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Fonte: Cooperazione Italiana allo Sviluppo

La direzione generale per la Cooperazione allo sviluppo (Dgcs) puಠesprimere al meglio le sue potenzialità  collaborando con enti locali, regioni e comuni italiani. E la decentrata, già  componente essenziale degli interventi della Farnesina per la lotta alla povertà  nei Paesi in via di sviluppo (Pvs), puಠcontribuire attivamente a incrementare programmi di sviluppo in stretto coordinamento con gli uffici centrali del ministero degli Esteri. àˆ quanto emerso nel corso del meeting del 28 maggio tra lo staff dell'Unità  tecnica locale (Utl) della Dgcs a Gerusalemme, i rappresentanti di cinque Regioni italiane, l'OICS e il Coordinamento della cooperazione decentrata alla Farnesina, guidato dal consigliere Marcello Fondi, in missione a Gerusalemme. Durante il dibattito è stata ribadita pi๠volte la necessità  "di coordinare al meglio le attività  di cooperazione allo sviluppo" integrando gli interventi delle Regioni con quelli delle Utl, passando attraverso la Dgcs. "Le nuove linee guida della Cooperazione decentrata sono un'ottima base di partenza - ha spiegato Marcello Fondi. Le regioni possono dare un buon contributo ai programmi di sviluppo, anche nei Territori Palestinesi".

cooperazioneLa creazione del nuovo Stato palestinese e le modalità  in cui l'Italia puಠcontribuire a farne una realtà  democratica e ben strutturata, sono stati i temi al centro del confronto tra i rappresentanti di Toscana, Emilia Romagna, Campania, Puglia, Marche e OICS, rappresentato dal direttore Gildo Baraldi e dal vicedirettore Mario Gay, con il direttore dell'Utl di Gerusalemme, Gianadrea Sandri, e il suo staff. "Non dobbiamo pensare unicamente in un'ottica di emergenza: stiamo partecipando alla costruzione di uno Stato. E' necessario sviluppare il settore energetico, quello privato, il capacity building, ma anche i diritti umani e la democrazia", ha spiegato Sandri. "àˆ essenziale un miglior coordinamento tra le Regioni che vogliono fare cooperazione, dare spazio alla decentrata e che guardare anzitutto ai beneficiari dei progetti", ha aggiunto Daniela Fanini della Regione Emilia Romagna. Presente agli incontri anche l'assessore alla Cultura e budget delle Marche, Pietro Marcolini, che ha partecipato, assieme alla delegazione italiana, al concerto Stabat Mater, frutto di un programma culturale della Regione Marche in collaborazione con l'Orchestra Filarmonica Marchigiana.

Infine, è stata posta un'attenzione particolare al settore privato italiano, che va progressivamente coinvolto nella strategia di cooperazione. Il tema dei servizi, dell'acqua e dell'energia rinnovabile sono stati definiti centrali: tra gli ambiti trasversali di possibile futura collaborazione tra regione e Dgcs, ci sono infatti quello dell'accesso alle risorse idriche e dello sviluppo di energie 'verdi', fotovoltaico, geotermia e bioarchitettura. L'acqua, inoltre, è la chiave non soltanto della crescita economica in Palestina ma anche della risoluzione di un conflitto che sembra insanabile. "Deve essere inserita a pieno titolo tra i diritti inalienabili dell'uomo: perché se non abbiamo accesso all'acqua tutti gli altri diritti rischiano di venir meno", ha sottolineato durante l'incontro il professor Alessandro Leto, docente di Economia dello sviluppo sostenibile e autore del libro "Water Today" €“ una analisi per la promozione della 'cultura dell'acqua' in un mondo globale -.