Cooperazione: da Napoli aiuto a bimbi di Palestina e Iraq

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Cooperazione: da Napoli aiuto a bimbi di Palestina e Iraq

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Sostegno ai bambini palestinesi nei campi profughi in Libano e aiuto ai bambini iracheni bisognose di cure. àˆ questa la nuova tappa della collaborazione che si rinnova tra il Comune di Napoli e ''Un ponte per'', attraverso il progetto Smiles (Sostegno minori iracheni e libanesi educazione e salute). Grazie a questo progetto il Comune garantirà  a tre bambini profughi palestinesi il diritto allo studio, assistendoli per un intero ciclo scolastico di cinque anni, al termine dei quali potranno frequentare un corso di avviamento professionale.

Il finanziamento sarà  destinato anche a garantire le terapie necessarie a 5 piccoli pazienti iracheni affetti da gravi malattie croniche e alle cure di Riam, una bimba irachena di sei anni che rischiava di perdere la vista e che è ora all'Ospedale Bambin Ges๠di Roma. ''Si tratta - ha spiegato il sindaco di Napoli Luigi De Magistris - di un'ulteriore conferma del ruolo internazionale della nostra città  che guarda con il cuore al sud del mondo.

Oggi siamo vicini a quelli che maggiormente soffrono, i bambini che hanno bisogno di cure mediche e di diritto allo studio''. La forte collaborazione di Napoli è stata sottolineata da Loretta Mussi, presidente del ''Un ponte per'': ''Collaboriamo con il Comune di Napoli da parecchi anni, e siamo stati piacevolmente sorpresi dall'immediata reazione del sindaco De Magistris quando gli abbiamo chiesto supporto per questi ragazzi palestinesi dei campi profughi. C'è stata una risposta immediata e anche la disponibilità  ad aiutare la conoscenza del problema''.

La Mussi sottolinea la gravità  della situazione dei palestinesi in Libano che ''non hanno diritti e cosଠdiamo loro un sostegno sia alle famiglie che alla scolarizzazione dei bambini, oltre ad aiutare anche altre associazioni che insegnano ai ragazzi dei mestieri e forniscono assistenza socio-sanitaria''. Per la presidente di ''Un ponte per'': ''Napoli deve puntare molto sulla sua funzione di cooperazione al centro del Mediterraneo'', una cooperazione, perà², giusta, non ''quella strumentale - conclude - cioè quella che pensa solo a far girare i soldi''.