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Cooperazione internazionale allo sviluppo: il Consiglio nazionale c’è (ci sarà, dopo le nomine)

Tuesday, 16 December 2014 00:00

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Cooperazione internazionale allo sviluppo: il Consiglio nazionale c’è (ci sarà, dopo le nomine)
12 dicembre 2014

La Gazzetta Ufficiale ha istituito formalmente, pubblicandone il decreto, il Consiglio nazionale per la cooperazione allo sviluppo, l’organo di partecipazione previsto dalla Legge 125 del 2014 all’articolo 16. Saranno circa cinquanta i membri di questo primo passo della nuova legge italiana sulla cooperazione, se volessimo sottovalutare il breve ma significativo passo precedente, dello scorso mese di agosto 2014, quando il Ministero degli Affari Esteri (MAE) ha aggiunto “e della Cooperazione Internazionale” al suo nome. Ed è proprio quest’ultimo, il MAECI, che a fine novembre ha emanato il decreto di costituzione del Consiglio, pubblicato il 10 dicembre dalla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, Serie generale, numero 286. Nello spirito della legge il nuovo Consiglio rappresenta lo strumento permanente di partecipazione, di consultazione e di proposta sulle scelte politiche, sulle strategie e sulla programmazione, nonché sulle forme di intervento, la loro efficacia, la valutazione delle stesse (art.16, comma 2).
Due gli aspetti che è opportuno sottolineare. Il primo: l’istituzione del Consiglio precede il varo del regolamento attuativo della Legge 125/2014. Per molti osservatori si tratta di un documento di grande importanza perché determinerà effettivamente le novità introdotte dalla legge. In altre parole il Consiglio potrebbe presenziare la sua ideazione, in linea di principio. Forse poco (si riunisce “almeno una volta l’anno”, ma è “permanente”, secondo l’art. 16), ma è pur sempre interessante. Il secondo aspetto importante è la sua numerosa composizione, che consente solo due strade molto diverse, non c’è via di mezzo: o un’assise annuale rituale, di cui si avverte la mancanza; oppure un luogo istituzionale più definito, che lascia prevedere una partecipazione più consistente in termini di rappresentatività e di argomenti sui quali praticare la partecipazione stessa. In ogni modo la legge stabilisce che il Consiglio “esprime pareri”.

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