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Italia-Turchia: per un'Europa pi๠globale

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Il ministro degli Esteri turco Ahmet Davutoglu ha sottolineato che i rapporti tra Italia e Turchia stanno vivendo un ''periodo aureo'' e che ''l'amicizia'' fra i due paesi resta sempre ''intatta'' a prescindere dai governi in carica. Parlando al Forum Italia-Turchia, a Istanbul, Davutoglu ha detto che quello attuale ''è un periodo d'oro tra i due paesi. I componenti dei governi possono cambiare ma l'amicizia rimane intatta e questo si riflette anche sulle relazioni economiche''.

Il ministro turco ha ricordato che ''Roma e Istanbul sono state testimoni degli eventi pi๠importanti dell'umanità : abbiamo accumulato la tradizione imperiale di due grandi stati''. Parlando della candidatura turca all'Unione Europea, Davutoglu ha detto che Italia e Turchia hanno un ''futuro comune e noi siamo grati'' all'Italia ''che ci ha sempre dato grande sostegno''.

L'UE, ha continuato il ministro, ha il ''dovere di scegliere se diventare una potenza globale accogliendo la Turchia o diventare marginale nel mondo rinunciando al contributo turco'', dato che ''nei prossimi decenni o deciderà  di avere una potenza, una competitività  geopolitica, culturale e politica diventando una potenza globale, altrimenti perderà  la sua importanza'' e ''renderà  marginale l'Europa rispetto ad altri assi mondiali''. Quest'ultima scelta renderebbe ''debole e fragile il nostro continente'', ha detto ancora Davutoglu sottolineando che ''se la Turchia è dentro'' vuol dire che ''l'UE mira alla prima opzione'' altrimenti avrà  scelto ''la seconda'', quindi la marginalizzazione.

Nel ribadire che la Turchia vuole entrare nell'UE (''la volontà  c'è''), il ministro Turco ha sostenuto che in alcuni paesi europei ''manca una visione strategica'' che frena l'adesione turca. Davutoglu tra l'altro ha definito ''un diritto'' l'abolizione ''totale e assoluta'' dei visti necessari ai cittadini turchi per entrare nei paesi dell'UE. Su questo fronte Ankara, ha detto il ministro, si aspetta ''passi'' da parte dell'Unione.