L'Egitto guarda alla Sardegna per scambio tecnologie

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L'Egitto guarda alla Sardegna per scambio tecnologie

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In attesa che si definisca il percorso per portare l'Egitto alla democrazia, il Paese, in questi giorni sconvolto dagli scontri di piazza Tahir, cerca di costruire nuovi rapporti economici con l'Italia, in particolare con le regioni meridionali, Sicilia e Sardegna in testa.

L'ex governatore di Luxor, ora amministratore delegato della National energy comporation of Egypt, il generale Samir Farag, è in Sardegna per una serie di incontri con le istituzioni - dal governatore Ugo Cappellacci alla presidente del Consiglio regionale Claudia Lombardo e ai vertici della Sfirs €“ per favorire l'interscambio economico e culturale.

L'Egitto, ha spiegato Farag incontrando i giornalisti, punta alla cooperazione sulle nuove tecnologie sia nel campo delle infrastrutture che dei trasporti, ma anche nel ciclo dei rifiuti. ''La popolazione al Cairo è di quasi 16 milioni e stiamo valutando tutte le potenzialità  per riciclare e smaltire i rifiuti, magari riutilizzando il residuo per farne dei mattoni - ha annunciato il manager egiziano - Inoltre vorremmo avviare uno scambio di informazioni sulle tecnologie studiate nel centro di ricerca di Alessandria e all'interno di Sardegna ricerche e del Crs4''. Altro fattore di cooperazione riguarda la produzione e l'installazione di pannelli fotovoltaici per l'energia rinnovabile, o branche dell'Ict per il controllo del traffico viario e portuale e per la videosorveglianza.

Il rapporto tra la Sardegna ed il governatorato di Luxor nasce con un'intesa del 2009 che ha consentito di potenziare ad Oristano il corso di laurea in archeologia subacquea dell'Università  di Sassari e di realizzare il corso di alta specializzazione nella stessa disciplina, punto di eccellenza in tutto il Mediterraneo. La collaborazione è proseguita con il progetto ''Suoni e Visioni Archeo'' che, ispirandosi al Sound & Light Show, evento che si ripete ogni sera in nove lingue nei pi๠importanti templi egizi, punta a valorizzare i siti archeologici sardi, tra cui quello di Tharros (Oristano).