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Politiche di coesione, le risorse per l'Umbria

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''Per l'Umbria il 2012 rappresenta un anno fondamentale per l'avvio della futura programmazione europea 2014-2020 e la Regione sarà  chiamata a riflettere su quali settori strategici, previsti dai Regolamenti, sarà  necessario intervenire con la politica di coesione'': lo ha detto la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, nel corso del suo intervento al convegno, promosso da Seu e Scuola Umbra di amministrazione pubblica, sulle prospettive finanziarie e sul futuro delle politiche di coesione europea.

Dopo aver illustrato gli elementi di condivisione e di criticità  finora espressi sulla proposta europea nell'ambito della Conferenza Stato-Regioni, la Marini - si legge in una nota della Regione - ha ricordato che proprio all'Umbria, quale membro della Commissione ''Coter'' del Comitato delle Regioni d'Europa, è stato affidato il compito di esprimere un parere sul Regolamento generale relativo della nuova stagione comunitaria. ''In quella sede - ha spiegato - ho presentato alcune proposte e modifiche, anche relative alla gestione finanziaria formulata dalla Commissione europea, che saranno nuovamente approfondite nel prossimo incontro della Commissione Coter del Comitato delle Regioni il 5 dicembre''. Relativamente al Quadro finanziario comunitario 2014-2020 proposto della Commissione, su cui si è aperta la fase negoziale sul bilancio europeo per il dopo 2013 che si concluderà  entro il 2012, la presidente ha evidenziato una sostanziale riconferma delle risorse previste, se ricalcolate sui prezzi 2011.

376 miliardi di euro sono stati destinati dalla Commissione agli investimenti negli strumenti della politica di coesione, pari al 36,7 per cento dell'ammontare complessivo. La somma è stata ripartita per 162,6 miliardi di euro per le regioni della convergenza; 38,9 miliardi di euro per le regioni in transizione; 53,1 miliardi di euro per le regioni della competitività ; 11,7 miliardi di euro per la cooperazione territoriale e 68,7 miliardi di euro per il Fondo di coesione. Le risorse comprendono anche 40 miliardi di euro per una nuova struttura di collegamento dell'Europa (Connecting Europe Facility) progettata per incentivare gli investimenti nei trasporti, nell'energia e nelle tecnologie informatiche. ''Secondo questa previsione, l'Umbria dovrebbe vedere riconfermati gli attuali stanziamenti - ha affermato Marini - anche se ci sarà  una differente ripartizione delle risorse tra i fondi Fesr e Fse, con una leggera prevalenza del secondo fondo sul primo. Il Fondo sociale europeo rappresenterà , infatti, almeno il 25% del pacchetto per la coesione per le Regioni convergenza, almeno il 40% per le Regioni in transizione e il 52% per le regioni delle competitività  tra le quali l'Umbria.

Per quanto riguarda il Fesr - ha spiegato la presidente, l'Umbria potrà  avere una concentrazione delle risorse (80%) nei settori prioritari dell'efficienza energetica e fonti rinnovabili, dell'innovazione e del miglioramento della competitività  delle piccole e medie imprese, di cui almeno il 20% per l'energia. A partire dal prossimo anno la Regione sarà  chiamata ad approfondire alcune questioni strategiche, a cominciare dal tema dell'integrazione tra Fondi (programmi regionali plurifondo), come strategia integrata di sviluppo del territorio, frutto di un ripensamento delle logiche d'intervento settoriali dei due Fondi. Riuscire a cogliere le potenzialità  di questa integrazione sarà  la sfida che Regioni e amministrazioni centrali - sostiene Marini - dovranno saper cogliere, in quanto da questo dipenderà  il successo della nuova programmazione, anche nell'ottica della semplificazione delle procedure gestionali con il fine di ridurre gli oneri burocratici e le spese amministrative. La sinergia tra i Fondi puಠeffettivamente fare la differenza in termini di efficacia delle politiche territoriali. Tutto ciಠ- ha aggiunto la presidente - potrebbe inoltre garantire un maggior coordinamento dei fondi strutturali (Fesr e Fse) con il Feasr, alla luce e nel rispetto del rafforzamento della dimensione territoriale della politica di coesione, prevista anche dal Trattato di Lisbona. ''Per quanto ci riguarda - ha concluso Marini, lavoreremo per arrivare alla scadenza del 2014 avendo effettivamente identificato l'insieme delle politiche pi๠adeguato allo sviluppo del territorio''.