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Partenariato strategico per l’integrazione dell’Albania in Europa

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Fonte: Ansamed

“La partnership fondamentale tra Italia, Albania e Commissione europea in questo percorso di
accompagnamento dell'Albania verso l'integrazione europea, credo sia un elemento fondamentale e decisivo sul quale bisognerà continuare a lavorare anche nei prossimi mesi molto intensamente. È un obiettivo che non riguarda solo l'Albania, ma che può dare un beneficio anche al nostro Paese”. Lo ha detto il ministro per i Rapporti con le Regioni Italiane, Raffaele Fitto, intervenendo alla conferenza "Il sostegno italiano all'integrazione dell'Albania nella Ue: un partenariato strategico tra l'Albania, l'Italia e la Commissione Europea". L'evento, che ha visto la partecipazione di politici amministratori, tecnici e diplomatici, è stato promosso dall'Ambasciata Italiana in Albania. “L'Italia - ha detto Fitto - ha un rapporto speciale con l'Albania che nasce da molto lontano, un rapporto che si è consolidato con gli anni e che trova in questa iniziativa dell'Ambasciata italiana un momento concreto di verifica del lavoro svolto fino ad oggi. Non si tratta solo di un momento di celebrazione di questa amicizia, di questo forte rapporto, ma anche di obiettivi comuni”.

italia-albania_conferenza“Il rapporto con l'Italia è straordinario, su questo supporto e sull'amicizia che l'Italia ha mostrato e continuerà a mostrare, l'Albania punta molto per centrare l'obiettivo dell'integrazione europea – ha sottolineato il primo ministro di Albania, Sali Berisha - Vorrei sottolineare che il processo di integrazione è per l'Albania ed i cittadini albanesi il più serio e fondamentale, ma è anche il più difficile che la nazione ha affrontato finora. Il processo deve essere basato sui meriti, e questo significa che gli albanesi dovranno soddisfare gli standard precisi e concreti che l'Ue chiede. Negli ultimi 20 anni l'Albania si è trasformata da uno dei Paesi più poveri del mondo in una nazione che si è distaccata da quel gruppo. La solidarietà italiana è stata straordinaria, come sono stati rilevanti gli investimenti delle imprese italiane in Albania, negli ultimi anni per cinque miliardi di euro. Oggi, grazie anche all'assistenza degli italiani, l'Albania ha raggiunto standard superiori a quelli di altre nazioni europee: qualche anno fa la criminalità era un problema generale, oggi la cooperazione tra le due sponde restringe gli spazi per la criminalità organizzata. L'Albania continua a lottare contro la corruzione e anche da questo punto di vista siamo sotto lo standard europeo. Nelle infrastrutture eravamo in grandi difficoltà, oggi va molto meglio grazie alla cooperazione, in particolare con l'Italia”.

Berisha ha accennato ai 22 mila giovani albanesi che studiano in Italia ed ai 20 mila imprenditori albanesi che lavorano in Italia investendo, anche in Albania. “Nessuno conosce l'Albania meglio degli italiani che ci hanno sempre supportato, non solo sugli standard: è stato il Paese capofila per l'ingresso nella Nato, il ministro Frattini ha operato uno sforzo straordinario. Nel prossimo mese saremo al tavolo per l'agenda di Barcellona”. Berisha ha parlato anche del Corridoio 8, “tra i più fattibili, in quanto connette i continenti e che restituisce quella inarrestabile via del mercato”.

Per l'ambasciatore d'Italia a Tirana, Saba D'Elia, l'Albania “è ben posizionata nel suo percorso di avvicinamento all'Ue, è un Paese che negli ultimi anni ha fatto enormi progressi, ha realizzato riforme importanti nel settore della Pubblica amministrazione, in quello economico ed in quello della capacity building, adeguando in modo progressivo i suoi standard a quelli dell'Ue. Molto lavoro resta da fare, per prevedere ulteriori forme di partenariato tra l'Albania e l'Italia. In questa prospettiva, le Regioni italiane hanno un ruolo fondamentale da svolgere in Albania, e in generale nei Balcani occidentali, per avvicinare questi territori all'Ue”. Secondo D'Elia, non è un caso che l'Italia sia il primo sponsor per un'Albania in Europa. “L'Italia è il primo partner dell'Albania in tanti settori; siamo il primo Paese nel rapporto politico bilaterale, siamo il primo paese che accompagna l'Albania nel suo percorso di avvicinamento all'Ue, il primo per l'interscambio, il primo paese investitore, e vogliamo continuare ad avere questa posizione privilegiata del dialogo dell'Albania verso l'esterno proprio per avvinare il paese a questo suo grande obiettivo strategico che è l'Ue. In questo percorso strategico ancora una volta - ha continuato l'ambasciatore italiano a Tirana - vogliamo essere vicini a questo Paese ed in generale agli altri Paesi dei Balcani occidentali affinché possano, in un futuro che noi ci auguriamo non sia tanto lontano, far parte della grande famiglia dell'Ue.

"Adriatico Ipa può essere strumento per migliorare le performance dell'Albania in funzione dell'integrazione e del possibile ingresso nell'Ué". Se ne è detto convinto il ministro per i Rapporti con le Regioni Italiane, Raffaele Fitto, commentando, a Tirana, le ripercussioni in Albania delle attività legate al programma di cooperazione transfrontaliero Ipa Adriatico. “È uno strumento importante. L'obiettivo è di coordinare i diversi interventi cercando di renderli coerenti con i contenuti del programma Ipa  - ha continuato Fitto - anche rispetto agli interventi che le singoli amministrazioni dello Stato e le singole Regioni stanno realizzando su questo territorio”.

“Il programma comunitario Ipa Adriatico incide in modo sostanziale sul processo di integrazione dell'Albania nell'Ue – ha concluso l'ambasciatore italiano in Albania, Saba D'Elia - Si tratta di fondi attraverso i quali le differenti Amministrazioni albanesi possono e devono lavorare per armonizzare i propri criteri a quelli dell'Ue. Sono quindi fondi appositamente dedicati a questa finalità, perciò il loro corretto utilizzo è fondamentale per un accelerazione del percorso europeo dell'Albania”.

“In questo processo abbiamo bisogno di amici, come l'Italia, che credono che l'Albania ha fatto molto, ma che però ha ancora bisogno del sostegno dei Paesi dell'Ue": così il ministro albanese per l'Integrazione europea, Majilinda Bregu, ha aperto, a Tirana, il suo intervento nel convegno sull'integrazione del Paese nell'Ue. “Non soltanto di un sostegno economico che viene poi stanziato dai fondi europei - ha aggiunto - ma di quello morale da parte della gente che conosce l'Albania. Abbiamo bisogno di chi percepisce i cambiamenti fatti durante questi venti anni e che quindi venga cancellato lo stereotipo dell'albanese che si era fatto largo, soprattutto negli anni '90 in Italia, dove ci sono stati i flussi maggiori. In Albania c'é gente che lavora, il Paese ha cambiato moltissimo, però la nostra strada verso Ue sarà caratterizzata da altre cose da fare". Come il primo ministro Berisha, anche la Bregu ha chiarito che l'Albania vuole essere giudicata sul merito: "Non abbiamo chiesto niente come senso di carità, abbiamo chiesto che ci venga riconosciuto quanto fatto e quanto faremo".